Studiando Raffaello ho cercato di capire cosa lo rendesse il genio celebrato fino ai nostri giorni; a mio avviso la sua grandezza sta nella capacità di prendere spunto da diversi maestri lasciandone solo intravedere la “citazione” ma trasformando e rendendo unico e personale il suo stile. Con questo concetto nella mente, partendo da uno dei piu’ alti capolavori della sua produzione romana, l’affresco della scuola di Atene ai musei Vaticani, ho cercato di imparare da lui come lui ha fatto con i suoi maestri, da qui il titolo “La scuola di Raffaello”.
Sono partita quindi dall’ osservazione e dall’analisi dell’opera cercando di coglierne gli elementi essenziali e le emozioni che mi suscitava.
Avvolti in un’architettura monumentale i personaggi si muovono all’interno dell’opera facendo si’ che lo spettatore si trovi coinvolto, forme geometriche e forme organiche, colore e movimento, questi i punti di partenza.
Una collana perché è il gioiello piu’ complesso, piu’ orchestrale piu’ avvolgente, con una forma che riporta alla mente gli archi presenti nell’affresco; all’interno di questa forma dei segni, i panneggi dei personaggi, a creare una nuova composizione.
Il supporto che usa Raffaello è piano, da qui l’uso della lastra trattata a fuoco per simulare il movimento dei panneggi e la smaltatura con colori che richiamano i colori utilizzati, ma non gli stessi, nell’intento di “renderli miei”.
